La chiusura dell’impianto di Cerreto d’Esi (Ancona) significa, 1.450 esuberi in tutta Italia, 135 contratti a termine che non saranno rinnovati, 91 contratti già cessati senza rinnovo. Questo è il bilancio shock presentato da Electrolux. E non basta: la multinazionale vorrebbe scavalcare gli accordi sindacali e aumentare le cadenze delle linee di montaggio. Siamo al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici che martedì saranno in sciopero, insieme alle sigle sindacali chiediamo un tavolo con il ministero e le Regioni. Ancora una volta un’azienda scarica su lavoratori e territori il costo di scelte che non hanno niente a che vedere con la reindustrializzazione e molto con l’ennesima delocalizzazione. Quando si sceglie di non avere una politica industriale, questi sono i risultati. Urso appare immobile, senza idee come un frigo vuoto. Ma in un Paese in cui la produzione è in calo da 36 bisognerebbe almeno avere in mente come rispondere a questo genere di crisi industriali, a partire da un ragionamento sui costi dell’energia che sono i più cari d’Europa.
Lo dichiara il Vicecapogruppo di AVS alla Camera, Marco Grimaldi.
Lo rende noto l’ufficio stampa – Roma, 11 settembre 2026
