Cinema. Piccolotti (Avs): Sì alla riforma ma le norme varate non sono sufficienti a ostacolare la sostituzione dei lavoratori con l’IA. Non si faccia mercato rimpiazzando il lavoro con l’intelligenza artificiale

Incarico:Deputato

Arriviamo al voto dopo tre anni di crisi acuta per il cinema e l’audiovisivo italiano, tra blocco del tax credit e ritardi, con una gestione del governo molto problematica. Migliaia di lavoratori e lavoratrici hanno vissuto un periodo difficile, molti sono rimasti senza impiego, alcuni senza reddito. È da quella sofferenza, più che dalle proposte tecniche, che nasce il nostro sì. Buona parte di questa riforma è affidata a deleghe: la responsabilità dell’attuazione sarà in parte di questo governo, in parte del governo che verrà.

Lo afferma Elisabetta Piccolotti di Avs intervenendo nell’Aula di Montecitorio nel corso della discussione del testo unificato relativo alle disposizioni in materia di cinema.

Vogliamo contribuire oggi – prosegue la deputata rossoverde della Commissione Cultura alla Camera – con la nostra vigilanza e domani, speriamo, con la partecipazione al governo, dando risposte concrete ai lavoratori e alle lavoratrici del settore. Ma le norme varate finora non sono sufficienti ad affrontare l’onda che sta arrivando: la sostituzione del lavoro creativo e cognitivo con l’intelligenza artificiale. Chiediamo al governo un divieto esplicito di sostituzione dei lavoratori creativi con l’IA in tutti i prodotti cinematografici e audiovisivi commercializzati in questo Paese, sulle piattaforme in abbonamento o con la vendita di biglietti. Non si può fare mercato sostituendo il lavoro creativo con l’intelligenza artificiale.

Lo rende noto l’ufficio stampa – Roma, 10 settembre 2026