La legge ‘saluti e baci’ è stata approvata, Anna Maria Bernini riforma il reclutamento e invia un messaggio inequivocabile alle decine di migliaia di ricercatrici e ricercatori precari, la maggior parte di loro con l’Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN) ottenuta nel tempo: ‘se non avete santi in paradiso, preparate le valige’.
Così, la deputata di Alleanza Verdi e Sinistra Elisabetta Piccolotti dopo l’approvazione definitiva alla Camera del Disegno di legge sulla revisione delle modalità di accesso, valutazione e reclutamento del personale e docente universitario.
D’altronde, le intenzioni del legislatore sono state chiarite da subito – continua la deputata rossoverde della Commissione Cultura alla Camera – di fronte a 40 mila abilitati che non occupano la posizione per la quale sono abilitati (20 mila i precari che dovrebbero essere professori associati; 20 mila circa i professori associati che dovrebbero essere professori ordinari), e che premono con le loro aspettative per vedere riconosciuti titoli, impegno e capacità, il Governo ha pensato bene di eliminare l’ASN. Per comprimere le aspettative, ma soprattutto per ridurre al minimo i ricorsi. La validità per 12 anni dell’ASN tra l’altro, viene eliminata ma le storture quantitative che caratterizzavano l’ASN e che, allora (autunno del 2010), ci avevano visto dalla parte delle mobilitazioni studentesche e precarie contro la riforma Gelmini, sono rimaste invariate. Semplicemente, l’autocertificazione e l’algoritmo sostituiscono la commissione nazionale, e l’autocertificazione va ripetuta per ogni concorso. Intatta rimane la logica del ‘pubblica o perisci’, con essa il mercato dei prodotti scientifici (riviste, ecc.). Ancora: si introducono due nuove prove, quella didattica (anche per chi insegna da anni) e la discussione sulle pubblicazioni scientifiche, che rafforzano il potere discrezionale delle commissioni giudicatrici.
Contro il rafforzamento della cooptazione personale e locale – conclude Piccolotti – noi di Alleanza Verdi e Sinistra proponiamo due cose fondamentali: ovviamente un vero piano di reclutamento straordinario (i 50 milioni stanziati dalla ultima legge di bilancio bastano a malapena per 1.600 posizioni, il 10% del fabbisogno), attraverso un rafforzamento strutturale del FFO, con lo scopo di incrementare, nell’arco dei prossimi 5 anni, gli attuali organici di 25.000 professori associati, attraverso procedure tenure track (RTT) e di 5.000 Contratti di ricerca; il concorso nazionale, con frequenza annuale, con commissioni giudicatrici composte attraverso il sorteggio puro di tutti i docenti del gruppo scientifico-disciplinare, con una valutazione effettivamente qualitativa e per titoli, sulla base di parametri generali e nazionali. Proposte sulla quale sta maturando una piena convergenza con le altre forze della coalizione progressista.
Lo rende noto l’ufficio stampa – Roma, 8 luglio 2026
