Io non esulto per la vittoria di un uomo di destra: esulto perché ha vinto una forza politica che difende lo Stato di diritto, l’idea di una democrazia liberale e la libertà di stampa. Una forza che ha denunciato con fermezza la corruzione di Orbán e del suo governo, che — come sappiamo — non ha instaurato un regime nel senso di aver cancellato le elezioni, ma ha più volte violato lo Stato di diritto e i diritti delle persone, ha cercato di perseguitare le minoranze, ha fatto incarcerare molti oppositori politici e ha tentato di esercitare un forte controllo sulla magistratura.
Lo afferma Elisabetta Piccolotti ai microfoni di Rainews nel corso di Inside24.
La sconfitta di Orbán in Ungheria è anche – continua la deputata rossoverde – la sconfitta di una corruzione che si è resa evidente agli occhi dei cittadini ungheresi e che anche i cittadini europei hanno imparato a conoscere. Siamo quindi contenti perché, finalmente, l’internazionale nera e il suo progetto di riduzione degli spazi democratici hanno perso: ha perso Orbán, certo, ma hanno perso anche i suoi alleati che — ricordiamolo — vanno da Trump a Putin, passando per Giorgia Meloni e intercettando tutta la filiera della destra estremista.
Siamo contenti perché siamo contenti per l’Europa e per il suo progetto democratico, conclude Piccolotti.
Lo rende noto l’ufficio stampa Roma, 13 aprile 2026
