Vedo che in molti cercano continuamente una fibrillazione nel campo progressista, ma diciamo le cose come stanno : non c’è contrasto sulla sostanza, certo ci sono delle differenze che permangono che però nessuno ha mai nascosto e fra queste c’è quella sul tema dell’invio delle armi all’Ucraina, non del giudizio sulla guerra di aggressione criminale di Putin all’Ucraina, ma sulla strategia con cui contrastare quell’invasione e per arrivare alla pace.
Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs dai microfoni de La7 nel corso de L’Aria che Tira condotta da Ludovica Ciriello.
Io che fin da subito ho sempre votato contro anche quando anche M5S al governo votava a favore dell’invio delle armi ho sempre sostenuto – prosegue il leader rossoverde – che occorre investire sulla diplomazia e oggi mi pare che tutti abbiano fatto pace con l’idea che la strategia della vittoria militare non esiste più.
C’è un nodo che è un nodo politico perché noi diciamo no all’invio delle armi perché abbiamo provato a spiegare in tutte le lingue che in questi anni ci si è concentrati soltanto sull’escalation militare ma è sempre più chiaro che non si può pensare che una guerra come questa si risolva sul campo con una vittoria di una parte sull’altra, serve – conclude Fratoianni – un accordo diplomatico e allora bisogna cambiare strategia. Io continuo a pensare che questa sia la strada giusta e voglio convincere i miei alleati che questa è la strada giusta.
