I risultati Invalsi, seppur raccolti con una metodologia assolutamente contestabile, dicono tante cose ma una di esse è molto semplice: sulla scuola bisogna investire più risorse economiche e culturali. Lo afferma Elisabetta Piccolotti di Avs.
In primis – prosegue la deputata rossoverde della Commissione Cultura alla Camera – perché quei dati dicono che i risultati degli studenti non stanno migliorando e non sono sufficienti. Non è possibile costruire una società libera e giusta se metà dei cittadini esce dalla scuola superiore senza avere nemmeno le competenze di base in italiano e matematica. Il paese ha bisogno di ingaggiare una grande battaglia civile contro l’ignoranza. Per noi di Avs la ricetta si fonda sull’aumento del tempo scuola, la riduzione del numero di alunni per classe, la stabilizzazione e valorizzazione del personale e l’innovazione della didattica. Bisogna azzerare tutti i danni fatti dalla riforma Gelmini del 2008 e puntare più in alto ancora. Per fare questo servono risorse che possiamo reperire con una piccola tassa sulle grandi ricchezze, che interesserebbe solo 50.000 multimilionari a vantaggio di tutti.
Qual’è la ricetta di Valditara invece? Ad ora sembra non averne nessuna. Nonostante i dati dimostrino che quando le risorse ci sono, come nel caso dei fondi PNRR sulla dispersione scolastica, qualche risultato arriva. Il Ministro Valditara oltre a festeggiare quello specifico risultato (raggiunto non grazie a lui) può dirci almeno se nel prossimo bilancio pluriennali il Governo ha intenzione di coprire con nuovi fondi i progetti come agenda sud che non avranno più le risorse PNRR? Purtroppo temiamo di no: per questo governo – conclude Piccolotti – è più importante finanziare le armi che l’istruzione dei nostri figli.
Lo rende noto l’ufficio stampa – Roma, 16 luglio 2026
