Scuola. Piccolotti (Avs): Ricorsi dei docenti e precari Ata contro il Ministero costati 1,5 miliardi. Fallimento clamoroso. Attendiamo dal governo risposta alla nostra interrogazione su questo ennesimo disastro

Incarico:Deputato

Il TAR del Piemonte ha deciso di segnalare alla Corte dei Conti la valanga di ricorsi di ottemperanza del personale della scuola contro il Ministero dell’Istruzione affinché venga valutato l’eventuale danno erariale derivante dall’inerzia dello stesso Ministero. Il nostro unico commento è: finalmente!
Come Avs avevamo infatti già segnalato in solitudine questa incredibile situazione con un’interrogazione risalente al novembre 2025, scandalosamente ancora senza risposta. Secondo i nostri calcoli, necessariamente approssimati, il totale stimato delle spese legali per questi contenziosi presso il giudice ordinario e poi presso il TAR, solo dall’ottobre 2022 all’ottobre 2025, potrebbe aver prodotto un ammontare di spesa a carico dell’erario di circa 1,53 miliardi di euro. Una cifra enorme, uno spreco vergognoso che produce anche l’effetto collaterale di ingolfare sia i tribunali che gli uffici dell’avvocatura del Ministero.

Lo afferma Elisabetta Piccolotti di Avs.

La causa principale risiederebbe – prosegue la deputata rossoverde della Commissione Cultura alla Camera – nella mancata attuazione delle direttive europee in tema di parità di trattamento tra personale a tempo determinato e personale di ruolo (direttiva 1999/70CE e clausola 4 dell’accordo quadro Ces-Unice-Ceep sul lavoro a tempo determinato) e nella persistente disapplicazione della giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea (sentenze Cgue C-331/17, C-494/17; C-450/21 e altre).
A queste si deve aggiungere un’altra sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, risalente a ieri, che condanna l’Italia per l’abuso di contratti precari del personale ATA: sono quindi 60.000 i lavoratori che potrebbero aprire nuovi contenziosi con il Ministero, numeri che si andrebbero a sommare agli oltre 300.000 già aperti o potenzialmente in avvio su altre questioni come la carta docente, disparità di trattamento e  mancata monetizzazione dei giorni di ferie non fruiti.
Che senso ha tutto questo? Valditara e la maggioranza stanno letteralmente buttando dalla finestra più di 1 miliardo in spese legali con l’unico obiettivo di tenere in piedi un sistema di reclutamento del personale della scuola fondato sulla precarietà e sulla violazione dei diritti dei lavoratori. Sono risorse, ingenti, che potrebbero essere utilizzate per garantire il tempo pieno in tante scuole italiane, per ridurre il numero di alunni per classe o per alzare gli stipendi di insegnanti e personale Ata.

Questo governo è protagonista di un clamoroso fallimento: – conclude Piccolotti – se ne devono andare per manifesta incapacità.

Lo rende noto l’ufficio stampa Roma, 14 maggio 2026