Il caso di Città di Castello è uno scandalo senza precedenti. Il TAR dell’Umbria ha annullato il dimensionamento scolastico lo scorso 29 maggio, eppure l’Ufficio Scolastico Regionale continua ad agire come se quella sentenza non esistesse, organizzando il prossimo anno scolastico sulla base di un atto dichiarato illegittimo dai giudici amministrativi. Una vera e propria messa in discussione dello Stato di diritto, ormai un’abitudine dell’estrema destra nostrana e del Governo Meloni-Salvini.
Lo dichiara Elisabetta Piccolotti di Avs.
C’è poi un dettaglio che rende tutto ancora più paradossale. Il direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale dell’Umbria, Pellecchia, è lo stesso funzionario che il governo Meloni aveva nominato commissario straordinario per imporre il dimensionamento a Città di Castello, scavalcando Regione e Comune. Ora che i giudici hanno annullato quel provvedimento, tocca proprio a lui darne esecuzione. E lui non lo fa. AVS dell’Umbria ne ha già chiesto le dimissioni, e hanno fatto bene. Le chiedo anch’io. Valditara la smetta di fare lo struzzo e si assuma le sue responsabilità: la sentenza va applicata subito, lo Stato di diritto non è una zavorra ma quello che ci permette la convivenza tra istituzioni, conclude la deputata rossoverde della Commissione Cultura.
Lo rende noto l’ufficio stampa, Roma, 29 giugno 2026
