Quando Glovo e Deliveroo parlano di etica, spesso stanno coprendo altro. Sono anni che i fattorini vivono di cottimo digitale: paghe a prestazione, tempi imposti dall’algoritmo, ansia a ogni notifica e corse senza freni. Sotto l’etichetta “responsabilità sociale” c’è sfruttamento strutturale e scarico totale dei rischi sui rider. Non è marketing: è lavoro trasformato in miseria usa e getta.
Lo dichiara Marco Grimaldi di Avs alla notizia che l’Antitrust ha avviato un’istruttoria nei confronti di alcune società del gruppo Glovo (Glovoapp23, Foodinho e Glovo Infrastructure Services Italy) e un’istruttoria nei confronti di Deliveroo Italy per possibili condotte illecite.
E quando l’informazione ingannevole – prosegue il vicecapogruppo dei deputati rossoverdi – serve a mentire sulle condizioni, allora è caporalato digitale. Servono regole vere, tutele, salari dignitosi e controlli senza sconti. Chi guadagna deve assumersi responsabilità, non usare parole vuote per coprire contratti-ricatto. Questa istruttoria dovrebbe ricordare a tutti che servono leggi nazionali ed europee per fermarli. Non possiamo sperare – conclude Grimaldi – sempre nelle altre istituzioni.
Lo rende noto l’ufficio stampa Roma, 6 maggio 2026
