Il manifesto bellicista di Palantir ha suscitato un’ondata globale di indignazione tra chi ha a cuore diritti umani e democrazia, e un silenzio quantomeno imbarazzato dai partiti della destra italiana. Un silenzio che non è solo politico, ma anche istituzionale: la nostra interrogazione parlamentare che chiede se e quali rapporti esistano tra questa azienda, le istituzioni italiane e le nostre forze armate, resta ancora senza risposta.
Lo afferma Elisabetta Piccolotti di Avs.
Non possiamo limitarci – prosegue la deputata rossoverde – allo sdegno di facciata o, peggio, al far finta di nulla. Se risorse pubbliche stanno finanziando un soggetto che rivendica un’impostazione autoritaria, in cui democrazia e diritti vengono trattati come ostacoli, siamo di fronte a un problema politico gravissimo. Ancora più allarmante è l’eventualità che questa realtà operi su dati sensibili o all’interno dei nostri sistemi di sicurezza e intelligence. Senza trasparenza non esiste controllo democratico. È il momento di chiarire, senza ambiguità, chi decide, cosa si finanzia e – conclude Piccolotti – con quali garanzie per i cittadini.
Lo rende noto l’ufficio stampa Roma, 21 aprile 2026
