Piantedosi si vanta della diminuzione degli sbarchi ma questo nasconde un rovescio mostruoso: come riporta Mediterranea, nei primi quattro mesi del 2026 sono morte 1115 persone. Significa che è stato il periodo più letale mai registrato in un Mediterraneo che è già un cimitero a cielo aperto. Dal 2014 a oggi, nel Mare Nostrum si sono perse 34.652 vite.
Lo dichiara Marco Grimaldi di Avs.
E non è certo un caso che l’aumento delle vittime coincida – prosegue il vicecapogruppo dei deputati rossoverdi – con il crescere del numero di intercettazioni in mare e respingimenti verso la Libia. L’esternalizzazione delle frontiere si traduce in morte e la rotta centrale del Mediterraneo è la più pericolosa al mondo. Si chieda Piantedosi – conclude Grimaldi – se sono primati di cui andare fieri.
Lo rende noto l’ufficio stampa Roma, 8 maggio 2026
