È positivo che il Governo si sia finalmente accorto del problema, ma sul tema degli affitti brevi la risposta è del tutto insufficiente. La scelta di applicare una flat tax fino a quattro appartamenti è incomprensibile e profondamente ingiusta.
Lo afferma Marco Grimaldi di Alleanza Verdi e Sinistra.
Ci sono casi – prosegue il vicecapogruppo dei deputati rossoverdi – in cui l’affitto breve è davvero un modo per arrotondare: penso a un pensionato, a un giovane precario che ha ereditato una casa, persone a cui possiamo riconoscere un regime fiscale semplificato ma con un criterio di giustizia: un’aliquota del 23% o la propria più favorevole per chi ha un reddito complessivo sotto i 30.000 euro. Ma chi possiede fino a quattro appartamenti e li affitta regolarmente deve dichiarare quel reddito come attività economica e pagare le imposte secondo la propria aliquota IRPEF. Quella non è più integrazione, è reddito vero. E non possiamo continuare a premiare chi contribuisce alla desertificazione dei centri storici e alla crisi abitativa. In città come Roma, Firenze, Milano, Bologna, i centri storici si stanno svuotando di residenti. I giovani, gli studenti, le famiglie non trovano casa mentre le piattaforme di affitti brevi moltiplicano le offerte. E lo Stato premia chi affitta quattro appartamenti con una tassazione ridotta. Dall’altra parte Lega e Forza Italia fanno le barricate parlando di tassa sulla casa, quando in discussione è una tassa sui redditi da casa. E i loro Ministri dov’erano quando quella proposta veniva formulata?
Serve tutt’altro: una riforma vera e coraggiosa che dica che chi affitta un solo appartamento per vivere meglio può essere sostenuto mentre chi ne ha quattro deve essere tassato come un piccolo imprenditore. Basta privilegi, basta ipocrisie, la casa deve tornare a essere un diritto – conclude Grimaldi – non un bancomat.
Lo rende noto l’ufficio stampa – Roma 21 ottobre 2025
