Gas oltre 80 euro MWh e domanda debole a livello internazionale mettono in difficoltà il distretto ceramico tra Reggio e Modena che esporta oltre 80% della produzione. 30mila posti tra diretti e indotto a rischio. Confindustria Ceramica parla della situazione più grave del 2022, i sindacati paventano soglia di non ritorno.
Lo dichiara Marco Grimaldi, capogruppo AVS alla Camera.
Non è congiuntura, è un rischio strutturale per la competitività della ceramica italiana. Parliamo di 7,5 miliardi di fatturato e del principale distretto energivoro del Paese, dove il gas è l’80-90% del fabbisogno. Senza intervento immediato si fermano le linee. Presenterò già oggi un’interrogazione urgente al Ministro Urso e Pichetto Fratin per chiedere: tetto al prezzo del gas per gli energivori, e vincolo di condizionalità occupazionale sugli aiuti. Serve un impegno reale del governo per il ceramico, non spot. Politica energetica di Meloni ed Eni ci hanno reso più poveri e ricattabili. Il Governo convochi subito sindacati e imprese, conclude Grimaldi.
Lo rende noto l’ufficio stampa – Roma, 9 ottobre 2026
