La vicenda della rilevazione sulla violenza di genere dell’Istat non può essere chiusa con parole di circostanza e nell’indifferenza generale. Quanto accaduto spiega esattamente come la precarietà del lavoro possa distruggere anche la qualità del lavoro stesso. Questo accade in tanti contesti e tante imprese ma se si tratta delle rilevatrici e dei rilevatori dell’Istat arriva fino al cuore della ragione stessa per cui l’Istat esiste, cioè quella di fornire a cittadini e istituzioni ricerche statistiche autorevoli e di altissima qualità.
Lo afferma Elisabetta Piccolotti di Avs commentando il caso emerso di interviste falsificate e risposte inventate in relazione all’indagine sulla violenza contro le donne.
Che la società Csa Research continui a lavorare per Istat, avendo numerosi contratti all’attivo, senza che le condizioni di lavoro dei rilevatori e delle rilevatrici, siano cambiate è – prosegue la deputata rossoverde – un dato di fatto piuttosto inquietante. Depositeremo lunedì un’interrogazione per capire se il Governo intenda intervenire presso i vertici dell’Istat affinché siano prese misure per assicurare il diritto ad un’equa retribuzione a rilevatori e rilevatrici valutando prioritariamente anche la reinternalizzazione del servizio.
Lo rende noto l’ufficio stampa Roma, 17 aprile 2026
