Inflazione. Grimaldi (Avs): Salari da fame, part time involontari e leve fiscali esaurite: basta raccontare favole

Incarico:Deputato

La Nota dell’Ufficio parlamentare di bilancio è chiarissima: per oltre tre decenni le retribuzioni reali nel privato hanno perso terreno, il mercato del lavoro si è fatto più frammentato e il ricorso al part time ha contribuito a comprimere i redditi annuali. In altre parole: salari da fame, più precarietà e meno potere d’acquisto.

Lo dichiara Marco Grimaldi di Alleanza Verdi e Sinistra.

Non serve opporsi a Meloni con la paura. Serve dare risposte concrete a tutte quelle persone che si sentono dire che ‘non vogliono lavorare’ mentre vengono proposti salari da fame. E serve rispondere anche a chi, a fine mese, pensa che il salario non basti mai, perché manca sempre troppo mese.

In Italia il costo dell’energia, delle spese sanitarie e dei beni alimentari sta divorando i salari e rendendo le ferie un lusso impossibile per milioni di italiane e italiani. La sbornia della leva fiscale è finita: da sola l’Irpef non può compensare la stagnazione salariale e il part time involontario. Per questo servono misure vere: indicizzare i salari al costo della vita, rafforzare il potere d’acquisto delle famiglie, sanzionare chi non rinnova i contratti e continua a scaricare tutto sulle spalle di chi lavora. Se il lavoro non permette di vivere, non è libertà: è sfruttamento, conclude Grimaldi.

Lo rende noto l’ufficio stampa – Roma, 24 luglio 2026