IA. Piccolotti (Avs): Stop a Palantir nei dati della Pa, serve investire in sovranità digitale. Il Governo Meloni renda noti i contratti con Palantir. Interrogazione di Avs, il caso in Parlamento

Incarico:Deputato

Le parole di Peter Thiel contro Papa Leone XIV sono un autentico delirio rivelatore di un progetto politico autoritario. Accusarlo di lavorare per i comunisti cinesi solo perché chiede di progettare l’utilizzo dell’AI in modo che sia democraticamente controllata e compatibile con la tutela della dignità umana la dice lunga su cosa stia diventando l’America: un paese in cui si teorizza il superamento della democrazia perché essa rappresenta un limite al potere assoluto dei super-miliardari che accentrano poteri politici e tecnologici. Nella sua enciclica Magnifica humanitas il Papa ha scritto ciò che tutti dovremmo condividere: servono limiti etici chiari al perimetro dell’intelligenza artificiale, a partire dal rifiuto delle armi autonome, dalla tutela del lavoro e dei dati che sono un bene comune.

Lo afferma Elisabetta Piccolotti di Avs.

Le grandi istituzioni internazionali – prosegue la deputata rossoverde – dovrebbero seguire questa strada e lavorare a norme che costringano i proprietari dei software di AI a misurarsi con la volontà democratica. L’Unione Europea e l’Italia investano i soldi che hanno stanziato in armamenti per difendere la sovranità digitale europea, finanziando infrastrutture pubbliche e la nascita di giovani imprese private europee dedicate all’AI: dobbiamo poter stare lontano da gente e dai suoi software come Peter Thiel o correremo rischi esiziali. Giorgia Meloni, ormai quotidianamente umiliata da Donald Trump, ci ascolti e imposti un piano per convertire le risorse in armamenti in risorse per l’innovazione tecnologica e vieti a questa azienda di avere accesso ai dati delle pubbliche amministrazioni italiane. A tal proposito: dov’è la risposta alla mia interrogazione in cui chiedo l’elenco dei contratti tra il Governo Italiano e Palantir? Ne depositerò domattina un’altra sperando che si decidano a dare ai cittadini informazioni che sono dovute invece di continuare a nascondere la polvere sotto il tappeto, conclude Piccolotti.

Lo rende noto l’ufficio stampa, Roma, 6 luglio 2026