La vicenda dei licenziamenti di InvestCloud Italy a Venezia è solo il primo vagone di un treno che attraverso l’intelligenza artificiale trasformerà in brevissimo tempo il mondo del lavoro. Trentasei informatici vengono licenziati mentre l’azienda annuncia di puntare con decisione sull’IA. Il paradosso è evidente: il lavoro e le competenze dei professionisti hanno contribuito negli anni a costruire e addestrare le tecnologie che oggi vengono utilizzate per sostituirli.
Lo afferma Elisabetta Piccolotti di Avs.
E tutto questo – prosegue la deputata rossoverde – viene perfino rivendicato come una scelta di efficienza e innovazione. Ma l’innovazione non può significare espellere lavoratrici e lavoratori dopo aver sfruttato il loro sapere. L’intelligenza artificiale deve servire a migliorare il lavoro e la produttività, non a cancellare posti di lavoro. Senza correttivi avremo davanti anni di crescita della disoccupazione e gravi problemi di tenuta del welfare, a partire dalle pensioni. Vanno pensate e messe in atto misure che permettano di redistribuire i profitti che l’AI o – conclude Piccolotti – ci troveremo presto in una situazione socialmente insostenibile.
Lo rende noto l’ufficio stampa Roma, 12 marzo 2026
