Gaza. Grimaldi (Avs): Serve chiarezza sul programma Food for Gaza

Incarico:Deputato

Nei mesi scorsi, fino a dicembre, la Farnesina ha favorito – anche su nostra segnalazione – l’ingresso di oltre 1.600 persone, fra cui 260 bambini, dalla Striscia di Gaza, per motivi di salute, studio o ricongiungimento familiare. Ringraziamo il Ministro per questo sforzo, ma ciò che ho denunciato con la mia interrogazione sullo stallo degli aiuti del progetto Food for Gaza rimane una realtà senza risposta, che dipende dall’ormai insostenibile posizione del Governo sulla crisi in Medio Oriente: non si può negare la realtà del blocco israeliano, che non è mai cessato e che ha colpito anche le strutture e i programmi governativi come Food for Gaza, programmi comunque insufficienti rispetto alla portata devastante del disastro umanitario in corso.

Lo dichiara Marco Grimaldi di Avs commentando la risposta del Sottosegretario Cirielli alla sua interrogazione.

I convogli di aiuti umanitari sono rimasti fermi per mesi in Giordania e – prosegue il vicecapogruppo dei deputati rossoverdi – ad oggi non sappiamo che cosa realmente sia stato consegnato. Sappiamo però che gli aiuti di Music for Peace, che utilizzano il medesimo canale, da ottobre sono ancora bloccati là: dobbiamo dedurne che quelli del Ministero si trovino nella stessa situazione? Su questo aspetto pretendiamo chiarezza e un intervento deciso per favorire l’ingresso degli aiuti. Il programma di governo è stato lanciato mentre le Ong e la stessa Unrwa venivano delegittimate e cacciate dalla Striscia e Israele continua a decidere cosa entra e chi esce. Tanti ancora attendono di poter uscire dopo una tregua fasulla e un assedio che – conclude Grimaldi – non cessa.

Lo rende noto l’ufficio stampa Roma, 10 aprile 2026