“Il decreto-legge sicurezza viola diversi articoli della Costituzione: il 2, 3, 10, 13, 16, 17, 21, 24, 25, 27, 31, 70, 72, 77 e 111, pertanto è incompatibile con i principi fondamentali dello Stato di diritto e con le garanzie costituzionali poste a tutela dei diritti e delle libertà. Questo testo espande il diritto penale e gli strumenti repressivi; incide sulla libertà personale attraverso misure preventive e limitative fondate su presunzioni di pericolosità; l’estensione delle cosiddette “zone rosse” e delle misure di allontanamento, sono fondate su mere denunce pregresse e su valutazioni discrezionali dell’autorità amministrativa; l’inasprimento delle sanzioni e l’ampliamento dei poteri di intervento preventivo incidono sull’esercizio del diritto di riunione e di manifestazione del pensiero; estende strumenti eccezionali come la flagranza differita e l’ampliamento dei poteri coercitivi delle forze di polizia; le sanzioni che incidono sui diritti dei minori privilegiano la repressione a discapito dell’educazione e della socialità; sull’immigrazione si calpesta il diritto internazionale fino alla famigerata norma sull’avvocatura contestata duramente dagli organismi forensi e finanche dal Quirinale secondo quanto è trapelato con chiarezza. Non c’è nulla che si possa fare per correggere questo testo che, secondo noi, va solo ritirato”. Lo ha detto il capogruppo di AVS nella commissione Giustizia della Camera Devis Dori, illustrando le pregiudiziali di costituzionalità al Dl Sicurezza.
Dl sicurezza, AVS: enorme questione di costituzionalità, viola diversi articoli
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