ROMA – “Questo testo non ha i presupposti di necessità e urgenza, é un ‘Caciucco’ di interventi eterogenei che vanno dalle concessioni autostradali alle infrastrutture strategiche, dai commissari straordinari al trasporto pubblico locale, dallo sport alla modifica della procedura penale, negando una concezione delle infrastrutture come servizio ai cittadini e alla collettività. La Corte dei Conti ha detto chiaro e tondo che “la rapida chiusura della società per il Ponte sullo Stretto si impone come necessaria con l’estinzione del contenzioso, e invece eccoci qui. Dal Ponte al Piano Mattei vi confermate il governo dalla condotta anti-sociale e anti-ecologica: nulla per il trasporto pubblico locale mentre sale a 11,1 miliardi, da 8,6, il costo della tratta internazionale della Torino-Lione con un aumento intorno al 30%; sullo stoccaggio geologico della CO2 si prevede un osservatorio, imposto dall’Europa, ma non si coinvolge l’Istituto superiore di sanità e non si affrontano i problemi delle soluzioni tecnologiche proposte da ENI; volete una nuova base militare dei Carabinieri nei pressi dell’area CISAM di San Piero a Grado che è una devastazione ambientale dal costo altissimo, un’opera che impatterebbe su 140 ettari di area verde, per la maggior parte tutelati, con l’abbattimento di 2500 alberi, un vero ecocidio in un’area boscosa di circa 480 ettari, pochissimo edificata. Infine: invece di limitare al massimo l’uso dei Commissari straordinari, che operano con meccanismi di deroga alle norme ordinarie, si va verso una forma di “stabilizzazione e normalizzazione” dell’uso dei commissari, tanto da rendere necessario un processo di razionalizzazione dei compiti e funzioni ma anche l’istituzione di un Osservatorio sulle loro attività, ipotizzando quindi un nuovo organismo da mantenere “stabilmente” all’interno dell’apparato statale e l’ineffabile Piano Mattei, con risorse indefinite ma sottratte al Fondo per il Clima e al Fondo Cooperazione allo Sviluppo per finalità che pochissimo avranno a che fare con la mitigazione della crisi climatica, e rischiano di c’entrare poco anche con la cooperazione e lo sviluppo dell’Africa. Un provvedimento nel suo complesso devastante”. Così nel suo intervento in aula il vice presidente del Gruppo di AVS alla Camera Marco Grimaldi.
