La crisi energetica attuale è l’ennesima dimostrazione dell’errore di affidarsi ai combustibili fossili e a logiche geopolitiche instabili. Un blocco anche solo di un mese dello Stretto di Hormuz potrebbe far impennare i prezzi del gas fino al 130%.
Lo dichiara Marco Grimaldi di Avs ai microfoni di La7 nel corso de L’aria che tira.
L’Italia resta prigioniera di scelte che – prosegue il vicecapogruppo di Avs alla Camera – aumentano i costi e l’incertezza, invece di investire con coraggio nelle rinnovabili e nell’efficienza energetica. Serve una svolta urgente per la sovranità energetica, non nuovi contratti con multinazionali del gas. L’escalation americana ci impone di scegliere il futuro pulito per famiglie e imprese, non i profitti delle lobby fossili.
Il decreto bollette era già una soluzione insufficiente, che continuava sulla strada del gas: così sarà sempre il metano a determinare il prezzo finale dell’energia. Ora, con l’ulteriore rincaro di gas e del petrolio, quel decreto rischia – conclude Grimaldi – di diventare una vera e propria “diga di sabbia”.
Lo rende noto l’ufficio stampa Roma, 3 marzo 2026
