«Al meeting di Rimini Giorgia Meloni aveva promesso 100 mila nuovi alloggi a prezzi calmierati. Oggi, dopo quattro anni di governo, presenta un piano ridimensionato: 60 mila ristrutturazioni con 1,7 miliardi. Ma i conti non tornano».
Così Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde.
«Salvini dice che il costo medio di una ristrutturazione sarà di 20 mila euro, ma basta fare due conti: il costo medio di una ristrutturazione è di circa 500 euro al metro quadro e, con l’efficientamento energetico, può arrivare fino a 1.000 euro al metro quadro. Con queste cifre, le risorse stanziate consentono di intervenire realisticamente su circa 30 mila alloggi, non 60 mila come sostiene il governo. Stanno raddoppiando i numeri sulla carta».
«Parliamo di numeri complessivi: per realizzare 50 mila nuove abitazioni servirebbero circa 12,5 miliardi di euro. E invece si sceglie di incentivare i privati, ovvero i costruttori che investiranno oltre 1 miliardo, continuando a consumare suolo, invece di affrontare l’emergenza abitativa con una strategia pubblica».
«In Italia ci sono 8,5 milioni di case sfitte. Il governo avrebbe potuto varare un vero piano casa pubblico e sociale acquistando immobili già esistenti e destinandoli a canoni calmierati per quel ceto medio sempre più impoverito che oggi non accede all’edilizia popolare ma non riesce più a sostenere i prezzi del mercato».
«Con i 14 miliardi di euro stanziati per il ponte sullo stretto si potrebbero acquistare almeno 30 mila abitazioni senza consumare suolo, per darle in affitto a prezzi calmierati, dando una risposta immediata e strutturale all’emergenza abitativa».
«Dopo quattro anni di governo siamo ancora agli annunci. Serve una politica seria per la casa, non operazioni di propaganda costruite su numeri irrealistici», conclude Bonelli.
