Il piano di ristrutturazione del British Council rischia di produrre in Italia una crisi occupazionale molto grave. L’FLC CGIL segnala che su circa 150 lavoratrici e lavoratori impiegati nel nostro Paese, ben 120 posti sono a rischio, pari a quasi l’80% della forza lavoro, con licenziamenti che colpirebbero le sedi di Roma, Milano e Napoli.
Lo dichiara Elisabetta Piccolotti di Avs.
Parliamo di professionalità altamente qualificate che – prosegue la deputata rossoverde della commissione Cultura alla camera – da anni garantiscono servizi di eccellenza nell’insegnamento della lingua inglese e nella promozione culturale. Un taglio che colpirebbe lavoratori e lavoratrici che hanno contribuito a costruire un presidio importante di scambio culturale tra Italia e Regno Unito. Per questo – conclude Piccolotti – abbiamo presentato un’interrogazione al Governo: per chiedere quali iniziative intenda intraprendere per scongiurare questi licenziamenti.
Lo rende noto l’ufficio stampa Roma, 6 marzo 2026
