Roma- Il Gruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera torna sull’uso e funzionamento dei braccialetti elettronici con una interrogazione nella quale chiede che sia reso pubblico l’attuale contratto tra lo Stato e il gestore Fastweb e se sia vero, come si desume da una bozza rintracciabile sul sito del Ministero dell’Interno, che un contratto scaduto avrebbe stanziato 44.538.000,00, IVA esclusa, per la gestione di mille dispositivi per il controllo a distanza.
Filiberto Zaratti, prima firmatario dell’interrogazione, dice che “la cifra appare sbalorditiva, soprattutto in rapporto al numero dei braccialetti. Non si capisce se quel contratto sia scaduto o sia stato rinnovato o se siano state apportate modifiche. In ogni caso, il punto è che i dispositivi sono spesso malfunzionanti tanto da causare effetti drammatici come l’uccisione di donne perseguitate dai loro stalker che hanno potuto avvicinarsi alle vittime proprio per la mancata connessione dei braccialetti. La questione del mal servizio ha tali dimensioni da aver dato luogo ad un ‘tavolo’ presso il Viminale che dovrebbe studiare e superare le criticità. Nel frattempo Piantedosi tace: un silenzio poco rispettose di quelle donne che hanno perso la vita per un ‘guasto tecnico’”. Zaratti aggiunge poi che lo scorso 15 gennaio il segretario generale dell’U.S.M.I.A. dei Carabinieri, Carmine Caforio, in una lettera inviata ai ministri della Giustizia, Interno e Difesa e al Comando Generale dell’Arma, ha già segnalato le gravi problematiche legate al malfunzionamento dei braccialetti elettronici: si desume che si tratti ormai di una questione di ordine pubblico”.
Braccialetti elettronici, Zaratti (AVS): 44.538 milioni a FastWeb? Governo risponda a nostra interrogazione
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