«L’orgoglio nazionale andava difeso fin dall’inizio, quando gli interessi dell’Italia venivano compromessi dalla subalternità del governo nei confronti di Trump. Trump è sempre stato un cafone, ma Meloni, fin dall’inizio del suo mandato presidenziale, lo ha sempre difeso e ha assecondato le sue richieste.
Dal no alle tasse sulle big tech, a partire dalla web tax, al sì alle spese per armamenti, fino alla vergogna del Board of Peace ovvero la speculazione immobiliare di Kushner, genero di Trump, alla proposta di Meloni di candidare Trump al premio Nobel per la pace; fino alla definizione come “legale” del rapimento di Maduro e al “non condivido, né condanno” sulla guerra in Iran. Ora Meloni fa la vittima, ma chi è causa del suo male pianga sè stessa».
Così in una nota Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde in ferimento alle dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla festa degli Alpini.
