Bonelli: Meloni accetta ricatto di Trump con il 5% del Pil in armi e condanna il futuro del Paese

Incarico:Deputato

“Questa destra si accorge oggi di quello che noi diciamo da tempo: l’aumento delle spese in armamenti è insostenibile dal punto di vista sociale. Non è come dice Giorgia Meloni, che si prepara la pace preparando la guerra. È esattamente il contrario: la pace si prepara preparando la pace. Nel mondo la spesa militare è arrivata a 2.888 miliardi di euro, una cifra enorme, eppure i conflitti sono aumentati. Altro che stabilità con le armi. L’idea che più armamenti significhino più sicurezza è stata smentita dai fatti. L’ipocrisia del governo è inaccettabile.

Meloni ha accettato il ricatto di Donald Trump del 5% del Pil in armamenti: significa 40 miliardi di euro in più l’anno per i prossimi dieci anni, ovvero 400 miliardi. Una scelta gravissima, mentre l’Italia è già la decima potenza militare al mondo e mentre le vere priorità del Paese sono altre: gli stipendi degli italiani, la sanità, i trasporti, la scuola, la ricerca pubblica, su cui siamo tra i più bassi in Europa.
Sul tema della difesa europea, il punto non è rilanciare la corsa agli armamenti. L’Europa spende già 650 miliardi di euro l’anno in armamenti, più del doppio della Russia.

Il problema è l’impostazione sovranista di chi come Giorgia Meloni e il ministro Crosetto, pensano a riarmare i singoli Stati membri. Noi diciamo l’opposto: serve una politica estera e di difesa comune europea, più forte.

Così Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, intervenendo ad Agenda su SkyTg24.