«Le parole di Matteo Salvini sul ddl “consenso libero e attuale” sono gravissime e riportano l’Italia indietro di decenni. Minimizzare una legge che afferma un principio elementare — senza consenso è stupro — significa colpire le donne e delegittimare chi trova il coraggio di denunciare.
Evocare “vendette personali” è un atto irresponsabile: banalizza la violenza e insinua sospetti sulle vittime. Ma c’è un fatto politico altrettanto evidente: Salvini usa questa legge per colpire anche la sua stessa maggioranza, mettendo in difficoltà la premier e i gruppi parlamentari che avevano aperto al testo. È l’ennesima prova di una destra divisa e ostaggio delle pulsioni identitarie della Lega.
Bloccare questa norma significa fare un favore alla cultura del sopruso. Il Parlamento deve andare avanti senza farsi intimidire: il consenso non è un dettaglio, è la base della libertà e della dignità umana.
Chi oggi ostacola questa legge sta dalla parte sbagliata della storia e della civiltà.»
Così in una nota Angelo Bonelli parlamentare AVS e co- portavoce di Europa Verde
