Il Viminale aveva escluso che, oltre ai dati dei clienti Revolut, fossero stati sottratti dati riconducibili alle forze dell’ordine o al ministero. Oggi l’hacker che si firma ‘iamnotavillain’ ha pubblicato materiale che sembra smentire quella versione. Se l’autenticità fosse confermata, le rassicurazioni del ministero dell’Interno non reggerebbero più. Abbiamo già presentato un’interrogazione a Piantedosi per sapere se sia stata violata solo la PEC o anche altri sistemi del Viminale, se siano coinvolte altre forze dell’ordine e se esistano truffe analoghe ai danni di altri istituti di credito. Quelle domande oggi sono ancora più urgenti. Il ministro risponda subito e dica con chiarezza quanto è profonda la falla. Non sono in gioco solo i dati di 680 clienti di una banca: è in gioco la sicurezza dello Stato.
Lo afferma Elisabetta Piccolotti di Avs.
Lo rende noto l’ufficio stampa – Roma, 24 settembre 2026
