Minori. Piccolotti (Avs): Radicalizzazione online è emergenza, Governo convochi subito le piattaforme

Il Governo e il parlamento non possono ignorare il grido d’allarme lanciato oggi da Serena Mazzini nella sua intervista al Corriere della Sera sulla radicalizzazione dei giovani. I metal detector non sono la soluzione, come dicemmo anche quando furono annunciati. L’ennesimo caso di accoltellamento, fortunatamente sventato dai compagni dello studente, lo dimostra. Il centro-destra tace e ci chiediamo perché: forse perché imbarazzati dal fatto che i vettori della radicalizzazione spesso sono contenuti suprematisti, razzisti, accelerazionisti e nichilisti? Sarebbe gravissimo, talmente grave che non vogliamo nemmeno crederlo.

Lo dichiara Elisabetta Piccolotti di Avs.

Per questo chiediamo che – prosegue la deputata rossoverde della Commissione Cultura alla Camera – sia attivata immediatamente una campagna di sensibilizzazione rivolta alle famiglie, con la convocazione di assemblee aperte in tutte le scuole in cui venga spiegato ai genitori quali sono e come si sviluppano i fenomeni di radicalizzazione online. Vogliamo che si spieghi cos’è e come si attiva il parental control. E poi chiediamo che il Governo usi i fondi per la comunicazione sociale per una grande campagna online rivolta agli adolescenti, con la creazione di chat di supporto e meccanismi più semplici di segnalazione alla polizia postale dei contenuti pericolosi. Infine chiediamo che siano convocate immediatamente le piattaforme: cos’altro deve accadere su Telegram e TikTok per intervenire con decisione?

Stanno aspettando che qualche studente faccia una strage come è accaduto più volte negli Stati Uniti? Pensare che mentre aumentano gli episodi di violenza nelle scuole Meloni e Valditara passano il tempo dichiarando che la vera emergenza è il tetto per gli studenti stranieri è non solo deprimente, ma – conclude Piccolotti – persino pericoloso.

Lo rende noto l’ufficio stampa – Roma, 23 settembre 2026