Gaza. Piccolotti (Avs): Italia difenda registi Naza minacciati da Israele. Giuli attivi canali diplomatici, diversamente siamo pronti ad attivarci per richiesta della cittadinanza italiana

Incarico:Deputato

Il ministro della Cultura israeliano Miki Zohar ha annunciato che agirà “immediatamente” per revocare la cittadinanza a Yuval Abraham e Rachel Szor, registi di NAZA, il documentario premiato con il Premio Speciale della Giuria all’83ª Mostra del Cinema di Venezia. Il film ricostruisce, attraverso le testimonianze di 24 tra militari e ufficiali dell’intelligence israeliana, i sistemi che hanno prodotto lo sterminio di civili palestinesi a Gaza. A Zohar si è aggiunto il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir: “Andatevene”. Come Alleanza Verdi e Sinistra chiediamo al Governo italiano, e in particolare al ministro della Cultura Alessandro Giuli, di muoversi a livello diplomatico con tempestività in difesa dei due registi e, con loro, della libertà dell’arte e di un’istituzione come la Biennale di Venezia, che ha fatto grande l’Italia nel mondo.

Lo afferma Elisabetta Piccolotti di Avs.

Sono anni che sentiamo ripetere  – prosegue la deputata rossoverde della Commissione Cultura – che Israele sarebbe l’unica democrazia del Medio Oriente ma in una democrazia è inaccettabile che artisti, intellettuali e giornalisti vengano minacciati dal Governo perché raccontano una verità scomoda. Il desiderio di verità, la domanda su come si sia potuti arrivare alla totale disumanizzazione dell’altro, diventano una colpa punibile con la revoca della cittadinanza? La minaccia di Zohar non ha peraltro alcun fondamento giuridico: la revoca della cittadinanza non è competenza del ministro della Cultura. Proprio per questo è ancora più grave: è un atto di intimidazione pubblica contro chi dissente.

Il governo italiano non può tacere anche in questo caso, dopo essersi vergognosamente opposto ad ogni forma di sanzione economica. Chiediamo iniziative diplomatiche immediate e che il governo dichiari fin d’ora, qualora i due registi venissero privati della cittadinanza israeliana, la propria disponibilità ad avviare le procedure per concedere loro immediatamente accoglienza in Italia.  Diversamente annunciamo fin d’ora che, se sarà necessario, ci metteremo a disposizione per raccogliere le firme di personalità pubblica e associazioni che sostengano la richiesta della cittadinanza per meriti speciali. La Mostra di Venezia ha ospitato la prima mondiale del film e lo ha premiato con il Premio speciale della Giuria: ora lo stato italiano deve difendere la libertà degli artisti che lo hanno realizzato. Significa anche difendere la grandezza della cultura nel nostro paese e ribadire – conclude Piccolotti – il diritto dell’arte di raccontare ciò che il potere vuole nascondere.

Lo rende noto l’ufficio stampa – Roma, 14 settembre 2026