«Prima viene il programma, poi tutto il resto. La stragrande maggioranza degli italiani non comprende questo dibattito sulla leadership. E nemmeno io». Lo afferma Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, in un’intervista a Il Foglio.
Per Bonelli la priorità è costruire una proposta comune: «L’inversione di priorità non ha fatto bene alla coalizione. Ma ora sforziamoci di trovare proposte forti e concrete sulle grandi questioni». Tra queste, «un fisco più equo, di fronte a una crescente povertà che Giorgia Meloni prova a nascondere con la propaganda e con il controllo della tv pubblica».
Centrale anche la crisi climatica: «Siamo di fronte a una destra che nega il cambiamento climatico, mentre i nostri fiumi sono in secca, con danni per miliardi di euro all’agricoltura. Anche per questo occorre una grande alleanza progressista, pacifista ed ecologista».
Sulla politica estera, Bonelli ribadisce: «Per Avs il primo punto è la ricostruzione del diritto internazionale che è stato distrutto da Putin, Netanyahu e Trump». Sull’Ucraina aggiunge: «Abbiamo sempre detto che quella di Putin è un’invasione criminale. Ma dopo quattro anni l’Europa deve prendere una forte iniziativa diplomatica».
Quanto all’allargamento del centrosinistra, «se Salis vorrà affrontare questa avventura, ben venga il suo contributo, così come quello di tutti gli altri al centro. E’ essenziale però che tutto sia ricondotto nell’ambito di un programma comune».
Infine le primarie: «Non sono la soluzione adatta. Avs lavorerà per una soluzione comune». Se però non si arrivasse a una sintesi, «non c’è dubbio che in quel caso proporremo un nostro candidato». Un candidato che, conclude Bonelli, «sarà fortemente competitivo».
