Il disegno di legge approvato ieri dal Consiglio dei ministri sulla responsabilità amministrativa delle imprese va nella direzione sbagliata. Mentre aumentano gli episodi di sfruttamento, caporalato e incidenti sul lavoro, il Governo sceglie di rendere più difficile l’accertamento delle responsabilità delle aziende, proprio a partire dalle imprese committenti. Si riduce il rispetto delle regole e la sicurezza a meri adempimenti burocratici. In questo modo, ed è il vero scopo del provvedimento, sarà sempre più difficile individuare le responsabilità e mettere in atto sanzioni adeguate nei confronti delle imprese che non rispettano i diritti dei lavoratori.
Lo dichiara Franco Mari di Alleanza Verdi e Sinistra, capogruppo AVS in Commissione Lavoro della Camera relativamente alla bozza del provvedimento circolata nelle ultime ore.
La revisione del decreto 231 rischia di trasformarsi nell’ennesimo favore a chi considera la sicurezza e la legalità un costo da ridurre e non un dovere da rispettare. È una scelta che indebolisce gli strumenti di contrasto allo sfruttamento che scarica ancora una volta il peso delle violazioni sui lavoratori più fragili. Tutto andava fatto, di fronte al proliferare dei subappalti e alla piaga del caporalato, fuorché inventarsi nuovi scudi nei confronti delle imprese committenti. Il Governo fermi questo provvedimento e apra un confronto con le parti sociali, conclude Mari.
Lo rende noto l’ufficio stampa – Roma, 5 agosto 2026
