Il caso Pirlo-Fonbet è solo la punta dell’iceberg. Un sito di scommesse di proprietà di un oligarca russo, privo di autorizzazione italiana, è rimasto accessibile per anni: ci è voluto uno scandalo mediatico legato alla Nazionale perché le autorità se ne accorgessero e nel frattempo il sito oscurato si è già spostato su un dominio clone, raggiungibile come prima. Una storia che ci dice molto anche sulla gestione di dati e di preferenze di consumatori italiani da parte di un personaggio legato alla Russia di Putin. Il caso la dice lunga su come funziona il contrasto al gioco d’azzardo in Italia: norme che rincorrono gli aggiramenti invece di prevenirli mentre i grandi player del settore continuano a incassare.
Lo afferma Elisabetta Piccolotti di Avs.
La politica su questo dossier non fa altro che favorire chi gestisce le commesse: un’industria che specula sulla vita di centinaia di migliaia di persone e delle loro famiglie, dietro sponsorizzazioni e campagne pubblicitarie che aggirano ogni divieto formale. Va vietata la pubblicità del gioco d’azzardo in ogni sua forma, comprese tutte le scappatoie che oggi la rendono possibile. Ad oggi la maggioranza – conclude Piccolotti – ha detto no a tutte le nostre proposte di regolazione in questo campo preferendo gli affari al benessere delle persone come anche in tutti gli altri campi, dalla sanità, all’energia, all’università.
Lo rende noto l’ufficio stampa – Roma, 27 luglio 2026
