Le dichiarazioni di principio servono, ma servono a poco se non producono conseguenze. Anzi, richiamano conseguenze e atti che sono a quel punto sempre più necessari e urgenti, cioè un gigantesco intervento pubblico di cui invece qui non c’è traccia. Parlare di sicurezza diventa davvero difficile quando entriamo in regime di sfruttamento.
Lo dichiara Franco Mari di Avs intervenendo nell’Aula di Montecitorio nel corso del dibattito sulle comunicazioni della Ministra Calderone sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Il mercato del lavoro in questo paese – prosegue il deputato rossoverde della Commissione Lavoro – è caratterizzato da caporalato e schiavitù che ne rappresentano ormai un elemento strutturale. In edilizia, nella logistica, nelle consegne, nel tessile. E senza sfruttamento, senza esagerati profitti e senza razzismo non si può fare caporalato e sfruttamento. Quindi senza imprese che vivono sfruttando non ci sarebbe il caporalato, e non ci sarebbe la schiavitù. E per questo motivo il lavoro è insicuro.
Bisogna invece avere il coraggio di fare provvedimenti che cambiano la vita delle persone. Misure coraggiose, signora Ministra: a 60 anni non si può stare su un ponteggio, non si può, non è tollerabile. E figuriamoci a 65, a 66, a 67, a 68, a 69 che è l’età delle persone cadute mentre lavoravano su un ponteggio. Qualcuno se ne deve rendere conto e occorre fare qualcosa, ora. Ma voi signora Ministra, e questo è il punto, in 44 mesi di governo non avete cambiato la vita in meglio di una sola lavoratrice o di un solo lavoratore. Questo è il bilancio. E sulla sicurezza e sullo sfruttamento del lavoro questo governo, è del tutto evidente, ha completamente fallito, conclude Mari.
Lo rende noto l’ufficio stampa, Roma, 30 giugno 2026
