Sessanta studenti e studentesse gazawi, molti dei quali vincitori di una borsa di studio nelle università italiane, rischiano di rimanere bloccati nella Striscia di Gaza, intrappolati sotto le bombe, perché non sono in possesso di un requisito legato alla conoscenza della lingua italiana, non richiesto a chi è arrivato con le precedenti evacuazioni.
Lo dichiara Marco Grimaldi di Avs.
Una disparità inaccettabile – prosegue il vicecapogruppo dei deputati rossoverdi – e un irrigidimento dei criteri di ingresso, posto peraltro all’ultimo e senza preavviso, inspiegabile e scorretto.
Abbiamo depositato un’interrogazione parlamentare ai ministri Tajani e Bernini: vogliamo sapere cos’è cambiato e quali sono le ragioni di questo nuovo prerequisito.
Per oltre sei mesi gli studenti hanno aspettato con fiducia, a un passo dalla salvezza, e questa novità imprevista li ha gettati nel panico con conseguenze psicologiche rilevanti, in una condizione generale già estremamente vulnerabile.
A queste studentesse e studenti dev’essere garantito il diritto di raggiungere l’Italia e di continuare il loro percorso di studio e di vita. Senza ulteriori ritardi, conclude Grimaldi.
Lo rende noto l’ufficio stampa, Roma, 26 giugno 2026
