Basi Usa. Grimaldi (Avs): Supporto logistico non è partecipazione al conflitto? È ora di fare luce su ruolo basi Usa in Italia e di desecretare accordi

Incarico:Deputato

Il Segretario generale della Nato Mark Rutte ha dichiarato che 500 aerei statunitensi sono decollati dalle basi americane in Italia per supportare l’operazione Epic Fury contro l’Iran, scatenando ira e imbarazzo nel governo Meloni.
Crosetto giura che l’Italia ha operato nel pieno rispetto della Costituzione, dei trattati internazionali, degli indirizzi parlamentari e degli accordi che regolano la presenza e l’utilizzo delle basi alleate sul territorio nazionale. Ma che cosa significa “attività di natura tecnica e logistica, non cinetica”? Se gli aerei-cisterna sono andati a rifornire i bombardieri su Teheran o i droni hanno sorvolato le basi dei pasdaran per individuare le coordinate da trasmettere all’aviazione per i raid, possiamo ancora dire che gli aerei decollati dall’Italia non partecipano attivamente alla guerra?

Lo dichiara Marco Grimaldi di Avs ai microfoni di La7 nel corso di Tagadà.

Senza quel complesso sistema di operazioni di intelligence che alla fine porta al lancio di un missile – prosegue il vicecapogruppo dei deputati rossoverdi – quella guerra semplicemente non sarebbe possibile. E poi l’Italia è punteggiata di basi NATO e USA sulle quali ha rinunciato al pieno controllo 70 fa. Sette basi USA e almeno sei basi NATO sparse in ogni area dello Stivale. Porzioni di territorio militarizzate, sottratte alla cittadinanza e gravate da costruzioni ad alto impatto ambientale.

Gli accordi risalgono ad oltre 50 anni fa. Non sarebbe ora di desecretarli? Di modificarli pretendendo il passaggio di ogni accordo dal Parlamento, visto che non si possono considerare meramente tecnici? E poi non sarebbe ora di far pagare i canoni di quelle basi? Conclude Grimaldi.

Lo rende noto l’ufficio stampa, Roma, 25 giugno 2026