In queste ore in Toscana, a Seano, va in scena qualcosa di inaudito. Un vero assalto al picchetto dei lavoratori ACCA, organizzato e diretto dall’azienda, con la partecipazione esclusiva dei padroni del pronto moda e dei caporali. In decine sono entrati con la forza nel magazzino e stanno smistando merce. Dentro non c’è un solo operaio ACCA: al posto dei lavoratori in sciopero ci sono i padroncini.
Lo dichiara Marco Grimaldi di Avs commentando i fatti accaduti nel pratese.
Ieri addirittura – prosegue il vicecapogruppo dei deputati rossoverdi – durante la contestazione, un operaio è stato investito e trascinato per alcuni metri da un furgone in fuga. Portato al pronto soccorso dell’ospedale di Prato, fortunatamente l’uomo è in condizioni non gravi, ma siamo alla follia. Ora provano a raccontare questo assalto come una questione etnica ma l’unico interesse che li muove è la merce, quella che lo sciopero ha fermato. Quella merce li ha arricchiti per anni sulle spalle di chi lavora 12 ore, in nero, senza tutele.
Dopo mesi di silenzio, i lavoratori cinesi hanno scelto il sindacato per spezzare la paura, insieme a pakistani, africani, bangladesi. La battaglia vera è liberare la logistica del pronto moda da sfruttamento, mafia e caporali. Ogni centimetro di dignità conquistato qui negli ultimi due anni è stato pagato con scioperi, aggressioni, minacce. Ne abbiamo raccontate tante in Parlamento. Facciamo appello al Governo, al Ministero del Lavoro, al Ministero dell’Interno e alle istituzioni locali: aprite gli occhi. Chi ha architettato l’assalto al picchetto non difende l’impresa, organizza caporalato di filiera. Chi fa entrare i padroncini al posto degli operai sta violando la legge. Lo Stato deve stare – conclude Grimaldi – dalla parte di chi lavora.
Lo rende noto l’ufficio stampa, Roma, 24 giugno 2026
