Siamo alle solite. Oggi Giorgia Meloni si è lamentata di nuovo delle foto prodotte con l’Ai che la ritraggono in sottoveste. Ha detto che bisogna obbligare chi le produce ad applicare una filigrana che dica ‘prodotto con l’intelligenza artificiale’. Noi siamo d’accordo, ma restiamo basiti da tanta ipocrisia. Perché esattamente un anno fa, il 24 giugno 2025, mentre discutevamo il cosiddetto Disegno di Legge AI, la maggioranza guidata da Giorgia Meloni bocciò un emendamento dell’opposizione che chiedeva esattamente la stessa cosa.
Lo afferma Elisabetta Piccolotti di Avs.
Non solo – prosegue la deputata rossoverde – quello di Meloni è lo stesso Governo che non ha mai chiarito quale agenzia Italiana ha il compito sanzionare chi non rispetta il ‘Regolamento europeo sulla pubblicità politica’ con il risultato di impedire qualsiasi controllo sulla jungla del web. Come AVS ce ne siamo lamentati più volte in aula e scrivemmo persino una lettera piena di segnalazioni all’Agcom. Come mai questa scissione tra le parole di Meloni e i fatti? La verità è che in questi anni la destra ha fatto di tutto per compiacere i giganti del web, dell’AI e Donald Trump che portano avanti una battaglia in Europa per la completa deregolamentazione dell’AI.
Il motivo è semplice: attraverso le foto false, i profili fake, gli algoritmi truccati e valanghe di disinformazione i miliardari americani stanno spingendo a destra milioni di persone in tutta Europa. E così Meloni a parole si lamenta per raccogliere solidarietà ma nei fatti lascia fare, perché per ogni foto falsa di Meloni ce ne sono altre centinaia e centinaia di Bonelli, Fratoianni, Conte, Schlein che in fondo le fanno comodo, conclude Piccolotti.
Lo rende noto l’ufficio stampa, Roma, 10 giugno 2026
