«Dalla UE arriva una dura lezione a Giorgia Meloni: no alla flessibilità sul Patto di stabilità per bonus energetici e riduzione delle accise, sì agli investimenti nelle energie pulite. È esattamente quello che chiedo alla presidente Meloni da quasi quattro anni: investire nelle rinnovabili per abbassare il prezzo dell’energia. Lei ha fatto invece l’esatto contrario, puntando a trasformare l’Italia in un hub europeo del gas e condannando famiglie e imprese a pagare tra le bollette più care d’Europa. Giorgia Meloni ha chiesto all’Europa di fare debito per ridurre le accise, senza dire che a pagare saranno gli italiani, mentre ad arricchirsi saranno petrolieri e lobby energetiche.
Alla fine del 2022 Giorgia Meloni ha tenuto chiusa nel suo cassetto la proposta di Elettricità Futura, l’associazione di Confindustria che riunisce le imprese della green economy, che prevedeva 85 miliardi di investimenti privati per realizzare in tre anni 60 GW di rinnovabili. Se quella proposta fosse stata accolta, oggi ci saremmo liberati dell’acquisto di 15 miliardi di metri cubi di gas, l’equivalente del gas che importiamo da Qatar e Stati Uniti.
Giorgia Meloni dovrebbe cambiare i suoi consulenti energetici perché oggi, a causa delle sue politiche, le famiglie in povertà energetica sono 2,7 milioni, secondo l’Istat: un numero mai raggiunto prima, che fotografa la crisi economica e sociale prodotta dalle scelte sbagliate del governo. In sintesi, gli italiani sono più poveri, mentre le lobby energetiche realizzano profitti mai visti nella loro storia: oltre 70 miliardi di euro in tre anni.
Giorgia Meloni è così ideologica e per nulla pragmatica da non voler accettare la sfida di rendere l’Italia leader in Europa e nel mondo nella produzione di energia rinnovabile, nelle tecnologie connesse, negli accumuli e nel potenziamento della rete elettrica. Avrebbe dovuto battersi in Europa per slegare il prezzo dell’elettricità da quello del gas, tassare gli extraprofitti e sostenere il Green Deal. Invece no: è trumpiana anche su questo, dice no alle politiche per il clima e l’energia e così ha condannato l’Italia all’irrilevanza.»
Così, in una nota, Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde.
