Scuola. Piccolotti (Avs): Bambini in gita per capire i migranti, il Ministero manda gli ispettori a scuola. Interrogazione di Avs a Valditara, il caso in Parlamento

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Bambini di quinta elementare che imparano a mettersi nei panni degli altri: bendati, scalzi, per capire cosa significa fuggire da una guerra. Poi un viaggio a Trieste per distribuire pasti caldi ai migranti della rotta balcanica. Un progetto educativo costruito in classe giorno dopo giorno, approvato dagli organi scolastici, condiviso con le famiglie. Risultato? Il sindaco di Trieste minaccia denunce. Il Ministro Valditara avvia verifiche e manda gli ispettori.

Lo scrive su Facebook Elisabetta Piccolotti di Avs in relazione alle polemiche che hanno coinvolto la classe di una scuola di Marostica (Vicenza).

Chiamano propaganda quello che – prosegue la deputata rossoverde della Commissione Cultura alla Camera – noi chiamiamo umanità. Chiamano indottrinamento quello che noi chiamiamo empatia. La scuola che funziona è quella che insegna ai bambini a guardare al mondo che hanno intorno. 

Per questo abbiamo interrogato il Ministro: come può un progetto educativo approvato dagli organi scolastici diventare oggetto di censura ministeriale? D’altra parte Valditara intende la scuola come uno strumento di propaganda, non un luogo di formazione libera e critica. La libertà di insegnamento, il futuro delle ragazze e dei ragazzi – conclude Piccolotti – non sono cose che lo interessino. Grazie a chi ha provato a insegnare a scuola empatia e umanità, esattamente quello di cui avremmo un disperato bisogno.

Lo rende noto l’ufficio stampa Roma, 19 maggio 2026