“Chiediamo di conoscere la posizione del Governo italiano sull’intenzione di Donald Trump di riportare sotto controllo statunitense la base afgana di Bagram e se intenda adoperarsi nelle sedi internazionali opportune per evitarlo”. Così la capogruppo di AVS alla Camera Luana Zanella, in un’interrogazione ai ministri Tajani e Crosetto. “L’iniziativa del presidente USA di riprendere il controllo della base aerea, che dista circa 800 km dal confine e 2.400 km dalla più vicina fabbrica di missili”, spiega Zanella, “sarebbe una risposta al potenziamento nucleare cinese nello Xinjiang, all’estremo nord-ovest della Cina. Da fonti di stampa si apprende che Trump, che dall’Iran al Venezuela si muove come padrone del mondo, trattando gli Stati sovrani come pedine di un gioco, avrebbe già pagato 45 milioni di dollari. Ricordiamo che il 2 luglio 2021 i soldati statunitensi lasciarono definitivamente la base di Bagram, cuore nevralgico della guerra contro i talebani e al-Qaeda per circa vent’anni e, tre giorni prima, lo stesso fecero i soldati italiani a Herat, da allora sotto controllo afgano. Fu proprio Trump, durante il suo primo mandato, a definire a Doha l’accordo che legittimava i talebani come interlocutori e autorizzava la cessione di Bagram, a patto che l’Afghanistan non divenisse più un rifugio per terroristi. Promessa rapidamente venuta meno: oggi ISIS-K compie attentati, al-Qaeda opera nei campi di addestramento montani e gli stessi talebani addestrano nuove leve jihadiste, locali e regionali. Chiediamo di sapere dunque se questo ennesimo fronte di conflitto vede consapevole e coinvolto il Governo italiano”, conclude Zanella.
Afghanistan, Zanella (AVS): Trump rivuole la base di Bagram, l’Italia cosa fa?
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