“Il dramma del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di due anni nato a Nola, deceduto dopo sessanta giorni di agonia e incredibili errori medici, non è stato un tragico incidente ma il risultato di una serie di mancanze che la Procura di Napoli sta ora inquadrando nell’ipotesi di omicidio colposo”. Intervenendo stamattina nell’Aula della Camera il deputato di AVS Francesco Emilio Borrelli (Alleanza Verdi e Sinistra) ha detto che la famiglia merita giustizia e verità, Oggi portiamo in quest’Aula il dolore di una famiglia che ha diritto alla verità. La vicenda, ormai nota come la storia del “cuore bruciato”, ruota attorno a quel fatale 23 dicembre, quando un cuore compatibile arrivato da Bolzano è stato letteralmente congelato a -70 gradi a causa dell’uso improprio di ghiaccio secco invece del ghiaccio standard. Un errore aggravato dal mancato utilizzo dei moderni box hi-tech con monitoraggio termico, già in dotazione al Monaldi ma rimasti inutilizzati, pare per una sconcertante mancanza di formazione del personale. Per un mese e mezzo alla madre di Domenico è stata negata la verità, ha dovuto leggere la verità sui giornali il 7 febbraio, scoprendo solo allora che il cuore destinato a loro figlio era arrivato in sala operatoria già compromesso. Non possiamo accettare l’omertà e la gestione superficiale di una vita umana, chiediamo che la catena di comando dell’ospedale che ha causato questa disgrazia risponda materialmente e moralmente di quanto accaduto, il MONALDI rompa il muro di silenzio in onore al sistema sanitario e alla eccellente rete di trapianti del nostro paese”, ha concluso Borrelli.
CASO DOMENICO CALIENDO, BORRELLI (AVS): IL MONALDI ROMPA IL MURO DI SILENZIO
Incarico:Deputato
