Nel corso dell’audizione sul futuro del gruppo Gedi in Commissione Cultura è emerso con chiarezza un metodo proprietario inaccettabile: trattative opache, smentite ai Cdr, assenza totale di interlocuzione diretta con l’editore e nessuna garanzia scritta su identità, occupazione e perimetro editoriale. Un comportamento che svilisce il lavoro giornalistico e ignora le più elementari regole sindacali.
Lo afferma Elisabetta Piccolotti di Avs.
Le richieste del Cdr di Repubblica vanno invece sostenute con forza: – prosegue la deputata rossoverde dalla Commissione Cultura a Montecitorio – la proposta di una fondazione con poteri di governance è una risposta concreta per difendere indipendenza, pluralismo e qualità dell’informazione.
Alle preoccupazioni per le sorti di Repubblica si aggiunge l’allerta per quanto rivelato dal Cdr de La Stampa su cui occorre che le istituzioni pretendano chiarezza. Non è una battaglia corporativa ma una questione democratica che riguarda il futuro dell’editoria e il diritto dei cittadini a un’informazione libera di cui anche il Governo – conclude Piccolotti – dovrebbe farsi portatore.
Lo rende noto l’ufficio stampa – Roma, 20 gennaio 2026
