Quanto accaduto da Torino a Bergamo, da Massa a Treviso è gravissimo: centinaia di studenti, cittadini, sindacalisti, giovani e attivisti rischiano un processo per aver partecipato a manifestazioni pacifiche in difesa dei diritti del popolo palestinese. È inaccettabile che il dissenso venga trattato come un problema di ordine pubblico e represso con strumenti penali.
Lo dichiara Marco Grimaldi di Alleanza Verdi e Sinistra.
A seguito dell’attacco alla Global Sumud Flotilla da parte dello Stato di Israele e – prosegue il vicecapogruppo rossoverde alla Camera – della drammatica situazione in cui versava, e versa, la popolazione civile di Gaza, la CGIL e i sindacati di base hanno proclamato uno sciopero generale per l’intera giornata del 3 ottobre 2025. Oggi sappiamo che in questi giorni, in tutta Italia sono state recapitate migliaia di multe, da 300 a 5.000 euro per quelle giornate di mobilitazione. Eppure durante quelle ore non si sono verificati scontri, né danni, né situazioni di pericolo per la sicurezza pubblica. I treni in molti casi erano già fermi. Nonostante ciò, si è scelto di colpire chi ha esercitato diritti costituzionali fondamentali come quello di manifestare e di esprimere liberamente il proprio pensiero.
L’applicazione del cosiddetto ‘diritto penale del dissenso’, aggravato dall’introduzione del nuovo reato di blocco ferroviario previsto dal decreto sicurezza, rappresenta un precedente pericoloso. Multe e denunce vengono utilizzate come strumenti di intimidazione e punizione. Non possiamo accettare che la protesta civile venga trasformata in reato. Saremo al fianco di chi è stato colpito da queste misure sproporzionate e presenteremo un’interrogazione parlamentare per sapere – conclude Grimaldi – se vi sia stata una regia politica da parte del Ministro Piantedosi.
Lo rende noto l’ufficio stampa – Roma, 13 gennaio 2026
