“Oggi il presidente del CNEL è venuto a farci una lezione di fraternità, concetto nobilissimo al quale si ispira una proposta di legge del CNEL. Un provvedimento che parla di fratellanza senza affrontare le vere emergenze del mondo del lavoro in Italia e che prova a spostare culturalmente, prima ancora che nel merito, l’oggetto della discussione. È qui la differenza tra noi e Brunetta. L’Italia ha bisogno di redistribuire reddito e tempo di lavoro, anche per contrastare gli effetti dell’intelligenza artificiale, oltre che di fraternità. Inoltre abbiamo ricordato al presidente Brunetta che gli articoli 1 e 4 della Costituzione non sono stati ispirati, come lui sostiene, dall’articolo 36 ma dal 3, quello che impone alla Repubblica la rimozione degli ostacoli che impediscono ‘l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese’. In primo luogo, quindi, la capacità delle retribuzioni e delle pensioni di consentire una vita libera e dignitosa”. Lo ha detto il capogruppo di AVS nella commissione Lavoro della Camera Franco Mari durante l’audizione del presidente del CNEL Renato Brunetta.
Brunetta, MARI (AVS): gli piace parlare di fraternità ma non di giusta retribuzione
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