Manovra. Fratoianni (Avs), anche sull’oro alla Patria la destra come al solito vende fumo e prende in giro gli italiani . Pur di non parlare della tassazione equa sui superricchi, pur di non parlare di alzare gli stipendi e di salario minimo racconta balle.

Incarico:Deputato

La destra, come sempre, vende fumo e prende in giro gli italiani. Pur di non parlare di patrimoniale e tassa di successione, pur di non parlare di indicizzazione automatica dei salari all’inflazione e di salario minimo, tenta di convincere gli italiani che restituire al ‘Popolo’ le riserve auree (il 40 per cento delle quali, tra l’altro è negli Usa e saldamente in mano a Trump) possa risolvere i problemi che contano: carovita, welfare, stipendi. È una balla.

Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs.

Vendere anche 200 tonnellate d’oro, che ai prezzi di mercato frutterebbero 20 miliardi di euro, solleciterebbe – prosegue il leader di SI – le reazioni più che offensive di tutte le banche centrali mondiali (l’oro è una riserva perché non si estrae e non si vende). Intendiamoci, democratizzare le banche centrali e le politiche monetarie è un obiettivo fondamentale, per la sinistra da sempre: non casualmente, un decennio fa sfilammo con i movimenti e la Linke a Francoforte. 

Senza una politica fiscale – fatta di progressività delle tasse, lotta all’evasione e all’economia criminale, che si arricchisce anche tramite le criptovalute che piacciono tanto a Trump e pure al Sottosegretario Freni, e dunque risorse robuste e in crescita per il welfare e la politica monetaria –  da sola, può poco. D’altronde: le banche centrali non hanno smesso, per un decennio dopo il 2008 e con la crisi pandemica, di ‘pompare liquidità’ nei mercati, ma ciò non ha avuto ricadute positive su salari e potere d’acquisto. Politiche monetarie espansive servono, ma se non vi sono politiche redistributive, quindi se non agisce la leva fiscale e di bilancio, non risolvono il problema. 

Ora basta balle e specchietti per le allodole: il governo della destra, piuttosto, ci spieghi perché abbassa l’aliquota per le cripto-attività e non ha mai pronunciato una parola positiva per l’euro digitale:  per caso – conclude Fratoianni – si prepara a favorire le stablecoin denominate in dollari e  liberalizzate dal Genius Act del suo amico Trump?”