Sulle dichiarazioni dell’imam Shahin già il 16 ottobre, ricevuta un’annotazione della locale Digos, la procura di Torino aveva iscritto il fascicolo nel registro dei fatti non costituenti reato e aveva subito archiviato il procedimento, perché ‘espressione di pensiero che non integra estremi di reato’.
Ma allora se Shahin non è mai stato indagato per quel fatto, perché nel decreto di espulsione del ministro dell’Interno c’è scritto che era stato aperto un procedimento? Il Ministro Piantedosi ha adottato un provvedimento così grave senza una seria istruttoria o ha mentito?
Lo afferma Marco Grimaldi di Avs.
Siamo al punto di espellere qualcuno dal nostro Paese – prosegue il vicecapogruppo dei deputati rossoverdi – per pura volontà politica, rafforzando il provvedimento con indagini che non esistono? Esigiamo una risposta immediata. Anche alla luce di questa grave anomalia, confidiamo che Shahin venga immediatamente liberato dal Cpr di Caltanissetta e che tutta questa vicenda si chiuda al più presto con il ritorno dell’imam a Torino, dove – conclude Grimaldi – un’ampia mobilitazione sta continuando a ribadire il suo ruolo cruciale per la coesione sociale e interreligiosa.
Lo rende noto l’ufficio stampa, Roma, 2 dicembre 2025
