Auto elettrica, Grimaldi (AVS): Italia resta un miraggio. Governo senza visione e coraggio

Incarico:Deputato

“L’Italia sconta un ritardo strutturale e ormai cronico nella transizione verso la mobilità elettrica, un ritardo che non è più giustificabile né sul piano industriale né su quello ambientale. Secondo le più recenti rilevazioni, oltre il 40% delle imprese del comparto automotive nazionale è ancora ancorato alla produzione di componentistica per motori endotermici, un settore destinato a un inesorabile declino nel contesto della decarbonizzazione europea. Questo dato non rappresenta soltanto un’anomalia produttiva: è il riflesso di una strategia miope, incapace di anticipare le trasformazioni globali e di garantire un futuro competitivo all’industria italiana.
L’Italia detiene inoltre il parco auto più vetusto d’Europa: nel 2024, ben 18,4 milioni di veicoli – pari al 44,5% del totale – risultavano ancora classificati come Euro 0, 1, 2, 3 o 4. Di questi, oltre 4,2 milioni sono addirittura Euro 0 o Euro 1, veicoli altamente inquinanti e obsoleti. L’età media delle automobili in circolazione supera i 12 anni, con oltre il 42% del parco veicolare che ha più di 15 anni. In confronto, la media europea si attesta intorno ai 10,5 anni, con Paesi come la Germania e la Francia che hanno già avviato piani strutturati di rottamazione e rinnovo. Sul fronte della mobilità elettrica, i numeri italiani sono impietosi. Solo lo 0,7% delle auto circolanti è completamente elettrico, contro una media europea che ha superato il 10% e con punte superiori al 20% in Paesi come Norvegia, Paesi Bassi e Svezia. L’Italia si colloca al 27° posto in Europa per diffusione dei veicoli a batteria, superata non solo dalle grandi economie continentali, ma anche da realtà più piccole come Portogallo, Slovenia e Lituania. A ciò si aggiunge un’infrastruttura di ricarica ancora gravemente insufficiente: con circa 50.000 punti di ricarica pubblici, l’Italia è ben al di sotto degli obiettivi fissati dal regolamento europeo AFIR, che prevede un punto ogni 60 km lungo le principali arterie stradali entro il 2026. Questi dati non sono semplici statistiche: sono l’indicatore di un fallimento sistemico che riguarda la pianificazione industriale, la coerenza delle politiche pubbliche, la capacità di attrarre investimenti e, soprattutto, la volontà politica di guidare la transizione ecologica anziché subirla. L’Italia rischia di restare ai margini, prigioniera di un modello produttivo del passato e di un parco veicolare che inquina, consuma e uccide.
Serve un cambio di rotta radicale. Serve una visione. Serve, soprattutto, il coraggio di agire, coraggio e visione che questo Governo non hanno”. Lo ha detto il vicepresidente di Avs Marco Grimaldi, durante la discussione della sua interrogazione al ministro Urso sul tema. “ Avete la faccia con un euro zero, ha detto Grimaldi”, venite a Torino a vedere cosa vuol dire 18 anni di cassa integrazione “.