“Questo provvedimento è socialmente necessario, perché i femminicidi sono un dramma, politicamente doveroso, impossibile non impegnarsi per contrastarlo, ma tecnicamente è carente. La norma doveva essere scritta in un altro modo, come sostengono tutti gli esperti”.
Così Devis Dori, capogruppo di Avs in commissione Giustizia, intervenendo nel dibattito sul DDL che introduce il nuovo reato di femminicidio. Dori ha spiegato che “La fattispecie ad hoc poteva essere sostituita più efficacemente con la previsione di una aggravante; esiste poi il rischio di una vittimizzazione secondaria, perché nel processo si può spostare il focus sulla vittima, appunto; una cospicua fetta di dottrina e giurisprudenza ritiene che non venga onorato il principio di eguaglianza. L’errore di questo Governo è di questa maggioranza è quello di affrontare la realtà con il codice penale, mentre senza alcuna educazione sessuoaffettiva i femminicidi non possono essere contrastati e anche questo DDl sarà solo un modo di lavarsi la coscienza. Spero che prima del voto la ministra Roccella intervenga a questo proposito per spiegare il suo pensiero perché le frasi pronunciate nei giorni scorsi sono state gravi”, ha concluso Dori.
DDL femminicidio, DORI (AVS): norma scritta male, rischio vittimizzazione secondaria. Ministra Roccella intervenga in Aula su educazione sessuoaffettiva
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