«Mentre a Belém, alla COP30, i popoli indigeni protestano contro la deforestazione che minaccia la loro sopravvivenza, distrugge la biodiversità e accelera in modo drammatico la crisi climatica, l’Europa — con il sostegno dell’Italia — decide di rinviare di oltre un anno l’entrata in vigore del regolamento EUDR contro la deforestazione importata.
Ogni minuto il pianeta perde l’equivalente di 18 campi da calcio di foreste tropicali primarie. Parliamo, secondo la FAO, di foreste rigenerate naturalmente con specie native, prive di segni di attività umana e dove gli equilibri ecologici non sono stati compromessi. Stiamo permettendo la distruzione di uno degli ultimi baluardi contro il collasso climatico.
La decisione assunta oggi dal Coreper, con il rinvio al 2026 dell’applicazione del regolamento, è gravissima. È una resa ai grandi interessi economici, ed è un atto di cui il ministro Lollobrigida dovrebbe vergognarsi profondamente. Ancora una volta si è scelto di proteggere il profitto immediato invece della vita delle persone e dei popoli che già oggi subiscono le conseguenze della deforestazione. Vince il profitto ma nei prossimi decenni, quando avranno distrutto tutto, i soldi non potranno nutrire il loro corpo e nemmeno la loro anima”
Così in una nota Angelo Bonelli, co-portavoce nazionale di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra.
